Impossibile, tu

Tu sei quell’assurdità

che mi dava il coraggio e la speranza

di riuscire a raggiungere e superare

l’impossibile.

 

Venerdì e i sogni

Venerdì 17.

Un segno?

O un sogno?

Basta una singola lettera in una parola per cambiarne il significato.

Non sono superstiziosa, non è la parola ‘segno’ il problema. Non è venerdì 17, ma forse di segno si tratta ugualmente.

E’ sempre un segno quando un sogno si infrange, vero?

Grida

Urla, grida, corri, nuota, scalcia, respira, ma non fermarti.

Se ti fermi, muori.

Se ti fermi, affoghi.

Se ti fermi, ti schiacciano.

Non puoi arrestarti, non puoi fermarti, devi stare a galla.

Quindi continua a nuotare, continua a correre, continua a gridare, chissà che magari nel caos della vita prima o poi qualcuno ti veda.

Chissà che prima o poi qualcuno ti senta.

Chissà che prima o poi qualcuno abbia il coraggio di prenderti al volo e di stringerti così forte da farti sentire parte di un qualcosa. Di una qualsiasi cosa, ma almeno, finalmente, sarai qualcuno.

 

Arrendersi?

Io non mi arrenderò. In nulla mai nella vita.
Io non smetterò di sognare.
Non cambierò per il bene di me stessa, ma per quello degli altri.
Lotterò per quello che ritengo giusto e non ignorerò quello che per me è sbagliato.
Accetterò sempre qualsiasi sfida o scontro con serenità.
Il rapporto e la complicità tra due esseri si costruisce sulle diversità non sulle uguaglianze.
Io non mi abbatterò.
Soffrirò come non mai probabilmente, ma sarò sempre fiera della mia scelta.
Mi rialzerò da sola o con l’aiuto delle persone care, ma nessuno mai potrà uccidermi dentro.
Tutti potranno solo dimostrarmi che il mondo, sotto qualsiasi punto di vista, sarà sempre e comunque magnifico.
Io avrò sempre il diritto e la possibilità di scegliere e anche se non farò altro che lamentarmi ed essere polemica, amerò la vita e quello che ho vissuto fino ad oggi.
La complicità sarà la mia arma.
La speranza sarà la mia vita.