Troviamoci là.

Comunque amore, ti prego,
troviamoci là, in quel posto magico,
al tramonto di questo giorno grigio,
guardiamoci, accarezziamoci,
spogliamoci di ogni cosa,
abito, sogno o paura che sia,
e uniamoci, lentamente, danzando.
Uniamoci in un solo corpo, in quell’unico corpo che desidero.
Noi.

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L’amore che cerco

Cerco un amore che mi reda felice, serena e soddisfatta.
Uno di quelli che ti appagano al primo sguardo, al secondo e al miliardesimo.
Quell’amore che trasforma il mio essere un qualcosa in essere un qualcosa per qualcuno.
Cerco quel sentimento che amplifica esponenzialmente ogni singola mia emozione.
Un amore così follemente forte e incredibile che anche dopo delusioni, litigi e incomprensioni è e sarà sempre un posto chiamato casa.
Uno di quelli che si sente da cuore a cuore, da mente a mente. Senza bisogno di parole o dimostrazioni.
Cerco quell’amore di ogni piccola cosa di me. Di ogni mio singolo difetto. Di ogni mio pregio speciale.
Cerco quell’amore perfetto, ma imperfetto.
Quello che mi fa imbestialire all’idea del non essere in grado di accettare quelle cose che di lui non condivido, ma che alla fine adoro.
Quel sentimento che mi tenga con i piedi per terra pur trascinandomi fra le nuvole.
Cerco un amore delicato, di semplicità, di notti insonni, di grida e carezze.
Quell’amore che ti lascia la pelle d’oca anche con 40° all’ombra. Quell’incredibile e pazzesco sentirsi sciocchi a ogni sguardo.
Quel sentimento che ti ammalia a ogni sua parola o racconto.
Cerco un amore tangibile, non nascosto o amaro.
Quello da farci e rifarci l’amore anche quando sono arrabbiata.
Cerco quell’amore colorato di ogni gradazione di colore, sempre disposto a colorare le mie banali giornate.
Ecco quindi, amore, sei tu quello che cerco.

 

Ballavo

Ballavo, un giorno, anni fa, si, danzavo, lasciavo che il mio corpo esprimesse i propri sentimenti, il proprio stato d’animo, ripenso a quel giorno, a quei giorni, mi rivedo, mi ripenso, mi rivivo…ero io, amavo la danza, amavo ballare, amavo esprimermi attraverso l’uso del mio corpo.

E mi ritrovo oggi, non più ballerina, non più danzatrice, mi ritrovo agitata come normalmente ero prima di iniziare il saggio, prima dello spettacolo tanto atteso di fine anno, dopo mesi e mesi di duro lavoro e prove infinite, mi ritrovo oggi con il cuore a mille, con la solita fetida e maledetta paura di sbagliare…

E non ce la faccio.
E mi rilego alla danza, mi riconosco in essa, la mia unica possibilità di salvezza, la mia aria, la mia vita, la mia ancora. La danza come arte essenziale per accendere il motore del mio cuore, della mia anima, della mia mente. Ballare, danzare, una cosa naturale per me, ma allo stesso tempo innaturale.

Naturale perchè a parere mio tutto è sempre stato danza, ogni movimento, ogni pensiero, ogni gesto.
Il roteare della Terra, il cantare dolcemente, il fare l’amore, il vestirsi, il mangiare, l’andare a letto, lo scrivere una storia sulla tastiera, il salire in auto……tutto ai miei occhi è sempre stato danza.

La rivivo adesso, mi riguardo adesso, la ripenso oggi, ma non è più una cosa naturale.
Innaturale la danza, non viene da me, non più, non dal mio cuore, non dalla mia mente, non dalla mia natura, non dai miei movimenti, non dai miei gesti quotidiani, proviene da una punto di controllo quasi fosse telecomandato esterno al mio cervello, sconosciuto dalla mia mente, ad oggi ancora inspiegabile, impalpabile, irreale, invisibile, incredibile.
Non sono io a comandare la mia danza, la musica naturalmente parte e io ballo.
Semplicemente ballo. Semplicemente vivo.

Mio Rangi, accendiamo la musica e balliamo?

Amici per caso

A: Sai? Tu sei la parte migliore di me, quella bella, divertente, ironica, stupida, quella parte grazie alla quale riesco a sorridere sempre, anche quando le cose vanno male. Tu sei la mia speranza, una bellissima illusione, quell’amico non perfetto ma speciale.
Sappilo.

M: Wow, mi fai emozionare. Mi vuoi far piangere? Se queste cose me le dicessi a voce, vedresti i miei occhi lucidi.
Sei soeciale anche tu. Sappilo.
Ecco comincio a fare errori di scrittura. Vedi, mi hai fatto emozionare.

A: Ti voglio bene, volevo solo che lo sapessi ❤

M: Anch’io e sai benissimo quanto vero?

A: Si. Fino alla luna e ritorno 🌙❤

M: Siiiiiiiiiiiii… ❤