Cosa mi piace di te?

Non sono proprio in grado di spiegarlo cosa mi piace di te.

Credo sia la tua irresistibile voglia di trasformare tutto e tutti con il tuo buonumore anche quando non c’è un cazzo da ridere.

Dev’essere il fatto che tu non sei come nessun’altro e che nessun’altro è come te, ma non basta ammirarti per capirlo, non basta ascoltarti parlare.
Non sei affatto come gli altri anche se lo sembri, stessi abiti, stesso modo di fare.
È che poi mi lancio dritta nel tuo cuore e scopro che non sei per niente come tutti: sei il migliore.

Che mi piace così tanto di te dev’essere il fatto che non ti arrabbi mai per davvero, mai.
Tu non riesci a essere cattivo col mondo e ci provi a volte, ma poi lasci perdere perché la rabbia non fa per te.
Fare del male non fa per te.

Tu sei quei sorrisi spontanei che nascono da me.
Tu sei dove finiscono le mie mani e i miei piedi.
Dove io finisco, tu cominci.

Sei labbra d’amore e occhi di pensieri incasinati che quasi sembrano essere i miei, perché si, tu i miei pensieri li assorbi per toglierli a me.

E poi quando parli con gli occhi, quanti congiuntivi che sbagli, ma a me non importa, a me non frega un cazzo dei verbi.
È quello che dici quello che conta.
È il respiro che mi togli che conta.

Tu sei carezze e pace dove il dolore non arriva mai.

Dev’essere di te che mi piace il tuo modo di ragionare, di te sempre pronto a imparare, ma che allo stesso tempo pensi di non poter sbagliare mai. E invece puoi eccome, non sei mica infallibile, ma pur sbagliando resti un eroe: il mio.

E poi ancora, di te mi piace che sai sempre cos’ho prima ancora che io possa dirti che sono triste, lo sai anche senza chiedermelo come sto, e a risolvere la mia tristezza non ti batte nessuno e nessuno potrà mai batterti.

Mi chiedo spesso cos’è quella cosa che tanto mi fa impazzire di te, ma una risposta ancora non l’ho trovata, perché mi piace un po’ tutto, anche questa sensazione inspiegabile, questi sentimenti terremotati, questo fatto incredibile che se si tratta di te, io che ho sempre le parole giuste, non so più parlare.

Se si tratta di te, io che ho sempre avuto il controllo, non so più che cosa mi succede. Tutto ruota velocemente.

Se si tratta di te non so cosa dire, però mi scoppia il cuore, mi scorre la felicità nelle vene e questo soltanto è quello che so.

AMO TE.

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Ama, e basta

Quando ami, sei felice. Quando non puoi amare, non puoi essere felice, gioioso. La gioia è una funzione dell’amore, un’ombra dell’amore; lo segue sempre.
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Dunque diventa sempre più amorevole, e sarai sempre più gioioso. Non ti preoccupare, non chiederti se il tuo amore sarà ricambiato o no, non è affatto importante. La gioia segue l’amore automaticamente, che venga ricambiato o no, che l’altro corrisponda o no.
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Questa è la bellezza dell’amore, il suo risultato implicito: il suo valore è intrinseco all’amare stesso. Non dipende affatto dalla risposta dell’altro, è totalmente nelle tue mani, e non fa alcuna differenza a chi indirizzi il tuo amore: un cane, un gatto, un albero oppure una pietra.
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Puoi semplicemente sederti di fianco a una pietra ed essere in amore. Puoi farti una chiacchierata, la puoi baciare, ti puoi sdraiare su di essa. Sentiti un tutt’uno con quella pietra e all’improvviso sentirai una scossa energetica, un ribollire di energia, e proverai una gioia immensa. Forse quella pietra non ti ha contraccambiato, forse l’ha fatto: questo non è per nulla importante. Ti sei sentito colmo di gioia perché hai amato: chi ama è felice, gioioso.
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Allorché conoscerai questa chiave, potrai essere gioioso ventiquattr’ore su ventiquattro. E se ami ventiquattr’ore al giorno, senza più dipendere dal possesso di un oggetto d’amore, diventerai sempre più indipendente; infatti potrai essere in amore anche se nessuno è presente.
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In questo caso potrai amare il vuoto stesso che ti circonda. Seduto da solo nella tua stanza, la ricolmerai con il tuo amore. Potresti anche essere in prigione: puoi trasformare la tua cella in un tempio, nel giro di un secondo. Nel momento in cui ricolmi d’amore, non è più una prigione; d’altra parte, perfino un tempio si trasforma in una prigione, se non esiste amore alcuno.
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[Osho]