Il Paradiso

Esiste?

Boh. Non lo sappiamo. Alcuni ci credono altri no.
Sono solo punti di vista, credenze, sensazioni.

Io nel paradiso ci credo, ma a differenza di quel paradiso che tutti immaginano io lo immagino sempre qui, davanti a me, affianco a me.

Avete presente quando state bene con una persona? Quello è paradiso.

Avete presente i vostri figli? Loro sono paradiso.

Avete presente quando uscite con gli amici? Loro sono paradiso.

Avete presenta la vostra famiglia? Quella è paradiso.

Avete presente la sensazione di soddisfazione? Quella è paradiso.

Avete presente la felicità? Quella è paradiso.

Avete presente voi stessi? Ecco, siete paradiso. Per qualcuno.

Quindi non abbattetevi, non rattristatevi, non arrabbiatevi, non portate rancore, non litigate, non mancatevi di rispetto, non siate nervosi, non sentitevi soli. Voi siete paradiso.

Quel paradiso che qualcuno ama incondizionatamente e follemente. Non distante dalla realtà. Ricordatelo.

Il paradiso è li, oltre quella porta.

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Ferite

Ci sono ferite e ferite.

Quelle che passano in fretta. Quelle che non ti spieghi. Quelle che portano rancore. Quelle che provochi agli altri. Quelle che provochi a te stesso. Quelle fisiche. Quelle psicologiche. Quelle che volete.

Ma c’è una ferita in particolare che mi turba. Quella che non sono in grado di accettare e che ancora sento nella memoria come una piaga. Una ferita scaturita dell’amicizia.

Ho impiegato molto tempo per capire che l’errore stava solo ed esclusivamente nella mia povera ingenuità.

Io credevo fosse amicizia perché ero io per prima che agivo con massima devozione e sincerità, ma la reciprocità non è sempre automatica e quando te ne accorgi, non te ne capaciti. Ti crolla un mondo, quel mondo in cui identifichi l’amico come quel gioiello raro che ti fa sorridere e ti incoraggia. Come colui che è sempre pronto ad ascoltarti quando ne hai bisogno che ti sostiene, ti fa sorridere e ti apre il suo cuore.

L’amico è la prima persona a cui si pensa quando si è in crisi, o felici o quando si ha bisogno di un consiglio sincero.

Perché?

E: Hola, non ti ho più risposto per boh… Il nervoso forse? Il fatto che sono giorni duri? Non so. Ma mi continuo a chiedere che faccia tosta hai. Ti giuro che se solo sapessi dirmi dove ho sbagliato poi magari mi metterei l’anima in pace.
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Forse non lo sai, ma io sto male, sono in quel momento in cui mi manchi tanto, troppo.
In quel momento in cui la solitudine e la presa di coscienza e la certezza di essere sola mi stanno dando alla testa.
E tu mi offri una birra giusto perchè lei non c’è a casa.
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Uno scarto sono diventata? Da riciclare? Perché non lo capisco proprio.
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S: Lo sapevo che avresti pensato questo. In realtà l’unica cosa che hai sbagliato e che continui a sbagliare è quella di pensare che tu sia diventata uno scarto.
Inutile che ti scriva per l’ennesima volta che è un momentaccio anche per me.
A quanto pare non mi credi.
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Ti prego di dimenticare quell’invito che ti ho fatto l’ultima volta. Domani quando torna lei, guardiamo che serate abbiamo libere e allora ti rifarò l’invito.
Così verrai quando ci siamo tutti e due, magari capisci che tu sei davvero importante per me, che tu sei davvero quella migliore amica che non pensavo esistesse.
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E: No, non è quello. Io so perfettamente che sei indaffaratissimo e che non hai tempo, e se penso di essere uno scarto è perchè è quello che mi stai facendo pensare tu.
O almeno è quello che mi fai sentire di essere. Una ruota di scorta una persona non indispensabile.

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Io ho sbagliato evidentemente, contavo su di te. Troppo, ma è stato un errore mio.
Non avendo amiche o altri amici su cui contare tu eri l’unico che mi dedicava del tempo, delle attenzioni. Mi hai sempre sopportata, ascoltata e fatta sorridere.
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S: Il fatto è che io voglio ancora essere quello che mi hai appena scritto, ma non mi credi.
E ti ripeto, tu non sei una ruota di scorta. Perdonami se faccio apparire questo.
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E:
Non è che non ti credo, ma non lo dimostri e ormai è da un bel po’ che non sei quello che eri. Che non siamo quegli amici che sono sempre stati.
Avrei potuto pure provare ad esserti d’aiuto in questo momento così importante e stressante allo stesso tempo per te, ma non me ne hai dato la possibilità.
Mettendomi per l’appunto….da parte.
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Scusami in ogni caso. Non vorrei essere come sono. Perdonami.
E buon ultimo mese da fidanzato. Un abbraccio. E grazie per tutto quello che mi hai dato in questi ultimi anni. Grazie. Davvero.
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S: Non capisco se è ironica sta cosa o no.
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E: No sono seria. Sto troppo male per ragionare con lucidità.
Quindi scusami.
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S: Ok, ma non ti devi scusare di niente. Io sono qui.

 

Amici per caso

A: Sai? Tu sei la parte migliore di me, quella bella, divertente, ironica, stupida, quella parte grazie alla quale riesco a sorridere sempre, anche quando le cose vanno male. Tu sei la mia speranza, una bellissima illusione, quell’amico non perfetto ma speciale.
Sappilo.

M: Wow, mi fai emozionare. Mi vuoi far piangere? Se queste cose me le dicessi a voce, vedresti i miei occhi lucidi.
Sei soeciale anche tu. Sappilo.
Ecco comincio a fare errori di scrittura. Vedi, mi hai fatto emozionare.

A: Ti voglio bene, volevo solo che lo sapessi ❤

M: Anch’io e sai benissimo quanto vero?

A: Si. Fino alla luna e ritorno 🌙❤

M: Siiiiiiiiiiiii… ❤