Aspetto

E me ne sto li. Ad attenderti.
Immobile e impietrita.
Sull’orlo dei miei limiti.
Sulla punta della montagna dei miei ricordi.
Protesa verso te.
Sto. E aspetto.
Nel silenzio che solo la tua voce può spezzare.
Nel buio che solo i tuoi occhi possono rompere.
Nel vuoto che solo tu riesci a colmare.
E ti amo. E mi amo.
Nella mia solitudine.
Nella mia libertà.
E sorrido.
Proprio in quell’istante in cui tu affiori nei miei pensieri.
Nel mentre che aspetto. Te.

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Auguri, così

L’insaziabile bisogno di risposte mi fa pensare a te.
Ti ho pensato tanto in questi anni, lo sai bene da lassù.
Quanto avrei voluto che vedessi.
Quanto avrei voluto parlarti.

Tu, sclerotico e irascibile, impaziente e quadrato.
Tu che avevi sempre soluzioni semplici, veloci, efficaci ed efficenti.

Poi è arrivato però.
Non mi rendevo conto. Non capivo. Avevo la testa da un’altra parte. Ero giovane.

Tutte balle. Ma non mi hai dato il tempo.

‘Se a casa tua non ti daranno da mangiare vieni da me che li ce ne sarà sempre’ mi dissi con quella voce ormai flebile che ti ritrovavi.

E te ne sei andato, portandoti via tutto.
La mia infanzia, la mia beata ignoranza, senza lasciarmi dirti addio.

Ogni anno il giorno del tuo compleanno sono passata a trovarti, a lasciarti un regalo. Un sasso, una foto di come cresce il tuo pronipote, dei fiori, un sorriso, un bacio.
Ogni sacronto anno. Ma non questo. Non 3 giorni fa.

E’ tutto così difficile ultimamente. Ti chiedo scusa nonno. Buon compleanno.

E allora prendimi.

Tu devi solo prendermi, tirarmi delicatamente per un braccio, avvicinarmi a te e stringermi forte forte.
Devi permettermi di appoggiare le mie mani sul tuo petto e lasciarle salire sul tuo collo mentre dolcemente mi baci la fronte.

Voglio guardarti negli occhi e mostrarti quanto sia bello il riflesso di te nel mio sguardo.

Voglio le tue braccia attorno al mio corpo, le tue dita fra i miei capelli, le tue labbra che sfiorano le mie e il tuo respiro caldo sulla mia morbida pelle.
Lasciami sfiorarti con le dita, lasciami esplorarti ovunque voglia e lasciami donarmi sempre di più a te.

Respira con me, all’unisono. Siamo una cosa sola.

Lasciami sussurrarti all’orecchio quanto ti amo, voglio ascoltare la tua voce melodiosa che ansima: ‘Anch’io ti amo’.
E lentamente travolgimi e rapiscimi sempre di più.

Sdraiati sopra di me, assapora la mia bocca e scalda il mio cuore e la mia mente come solo tu sai fare.
Continua però e non fermarti mai. Voglio che il mio cuore batta per sempre.

Io voglio vivere. Di te.

Venerdì e i sogni

Venerdì 17.

Un segno?

O un sogno?

Basta una singola lettera in una parola per cambiarne il significato.

Non sono superstiziosa, non è la parola ‘segno’ il problema. Non è venerdì 17, ma forse di segno si tratta ugualmente.

E’ sempre un segno quando un sogno si infrange, vero?

I baci

Vanno bene i baci sulla fronte, sulla guancia, sulle labbra.
I baci sul collo vanno benissimo.
Vanno bene i baci sotto al ponte e sopra al ponte.
I baci sul fiume, i baci al mare, i baci in tenda.
Vanno bene i baci con un po’ di lingua, i baci con abbastanza lingua e vanno bene i baci senza lingua se è una scena al cinema.
Vanno bene i baci con la lingua a mulinello se è cinema porno o siete ubriachi di vino in piazza.
Vanno bene i baci sotto la pioggia, con o senza ombrello.
Vanno bene i baci alla partenza, ma io preferisco quelli all’arrivo.
I baci sono belli alla stazione ma sono bellissimi anche quelli in macchina, possibilmente non mentre si guida.
Vanno bene i baci nei film, i baci in teatro, i baci mentre scorre il film e voi siete in ultima fila, ma vanno bene anche i baci quando siete in prima fila e tutti vi guardano.
Vanno bene i baci prima di entrare a scuola, i baci al cambio dell’ora, i baci durante la ricreazione con il sapore del panino alla mostarda in bocca.
Vanno bene i baci sotto al sole, e se il sole è forte meglio non essere vestiti.
Vanno bene i baci in acqua, con il sapore di salsedine in bocca, perché se vi state baciando davvero è buona pure la salsedine.
Vanno bene tutti i baci se l’altra persona è d’accordo.
Vanno bene i baci sia gay che etero.

Fonte: http://www.fanpage.it/i-baci-che-vanno-bene/

Grida

Urla, grida, corri, nuota, scalcia, respira, ma non fermarti.

Se ti fermi, muori.

Se ti fermi, affoghi.

Se ti fermi, ti schiacciano.

Non puoi arrestarti, non puoi fermarti, devi stare a galla.

Quindi continua a nuotare, continua a correre, continua a gridare, chissà che magari nel caos della vita prima o poi qualcuno ti veda.

Chissà che prima o poi qualcuno ti senta.

Chissà che prima o poi qualcuno abbia il coraggio di prenderti al volo e di stringerti così forte da farti sentire parte di un qualcosa. Di una qualsiasi cosa, ma almeno, finalmente, sarai qualcuno.