E allora prendimi.

Tu devi solo prendermi, tirarmi delicatamente per un braccio, avvicinarmi a te e stringermi forte forte.
Devi permettermi di appoggiare le mie mani sul tuo petto e lasciarle salire sul tuo collo mentre dolcemente mi baci la fronte.

Voglio guardarti negli occhi e mostrarti quanto sia bello il riflesso di te nel mio sguardo.

Voglio le tue braccia attorno al mio corpo, le tue dita fra i miei capelli, le tue labbra che sfiorano le mie e il tuo respiro caldo sulla mia morbida pelle.
Lasciami sfiorarti con le dita, lasciami esplorarti ovunque voglia e lasciami donarmi sempre di più a te.

Respira con me, all’unisono. Siamo una cosa sola.

Lasciami sussurrarti all’orecchio quanto ti amo, voglio ascoltare la tua voce melodiosa che ansima: ‘Anch’io ti amo’.
E lentamente travolgimi e rapiscimi sempre di più.

Sdraiati sopra di me, assapora la mia bocca e scalda il mio cuore e la mia mente come solo tu sai fare.
Continua però e non fermarti mai. Voglio che il mio cuore batta per sempre.

Io voglio vivere. Di te.

Venerdì e i sogni

Venerdì 17.

Un segno?

O un sogno?

Basta una singola lettera in una parola per cambiarne il significato.

Non sono superstiziosa, non è la parola ‘segno’ il problema. Non è venerdì 17, ma forse di segno si tratta ugualmente.

E’ sempre un segno quando un sogno si infrange, vero?

I baci

Vanno bene i baci sulla fronte, sulla guancia, sulle labbra.
I baci sul collo vanno benissimo.
Vanno bene i baci sotto al ponte e sopra al ponte.
I baci sul fiume, i baci al mare, i baci in tenda.
Vanno bene i baci con un po’ di lingua, i baci con abbastanza lingua e vanno bene i baci senza lingua se è una scena al cinema.
Vanno bene i baci con la lingua a mulinello se è cinema porno o siete ubriachi di vino in piazza.
Vanno bene i baci sotto la pioggia, con o senza ombrello.
Vanno bene i baci alla partenza, ma io preferisco quelli all’arrivo.
I baci sono belli alla stazione ma sono bellissimi anche quelli in macchina, possibilmente non mentre si guida.
Vanno bene i baci nei film, i baci in teatro, i baci mentre scorre il film e voi siete in ultima fila, ma vanno bene anche i baci quando siete in prima fila e tutti vi guardano.
Vanno bene i baci prima di entrare a scuola, i baci al cambio dell’ora, i baci durante la ricreazione con il sapore del panino alla mostarda in bocca.
Vanno bene i baci sotto al sole, e se il sole è forte meglio non essere vestiti.
Vanno bene i baci in acqua, con il sapore di salsedine in bocca, perché se vi state baciando davvero è buona pure la salsedine.
Vanno bene tutti i baci se l’altra persona è d’accordo.
Vanno bene i baci sia gay che etero.

Fonte: http://www.fanpage.it/i-baci-che-vanno-bene/

Grida

Urla, grida, corri, nuota, scalcia, respira, ma non fermarti.

Se ti fermi, muori.

Se ti fermi, affoghi.

Se ti fermi, ti schiacciano.

Non puoi arrestarti, non puoi fermarti, devi stare a galla.

Quindi continua a nuotare, continua a correre, continua a gridare, chissà che magari nel caos della vita prima o poi qualcuno ti veda.

Chissà che prima o poi qualcuno ti senta.

Chissà che prima o poi qualcuno abbia il coraggio di prenderti al volo e di stringerti così forte da farti sentire parte di un qualcosa. Di una qualsiasi cosa, ma almeno, finalmente, sarai qualcuno.

 

Arriva, prima o poi

E poi ci arrivi.
Si, arrivi al punto in cui non sopporti più niente.
Neanche te stessa.E ti disperi.
E ti abbatti.
E quasi ti arrendi alla vita.

L’unica cosa che riesci a fare è piangere. A dirotto.
Piangi forse inutilmente.
Piangi per morire del tutto.
Piangi per liberarti di ogni peso.
Piangi per sputare i pensieri.
Chissà, magari poi rinascerai diversa, più forte.

Li per li però sei solo una misera reincarnazione del vuoto.
Stai così male che ti tremano le mani.
Stai così male che ti gira la testa.
Stai così male che ti viene da vomitare.
Stai così male che sei quasi stordita.

Arriva prima o poi. Il dolore.
Arriva la disperazione. Il mal di pancia. Il non sentirsi adatti.
Il sentirsi sbagliati.
Arriva a tutti prima o poi il sentirsi in colpa per tutto e tutti.
E non puoi fare niente. Solo morire.

Ti amo

Sono i TI AMO che ho sempre venerato.
Quelli detti senza muri, senza paura, senza timore, senza mezzi termini e senza paletti.
Quelli che solo a sentirli scatenano in pancia la danza degli elefanti, altrochè le farfalle.

Sono quei TI AMO che sai perfettamente essere sinceri. Puliti. Veri.
Quelli attesi, desiderati, sognati e sussurrati sotto la pioggia.
Quelli che ti fanno sentire così viva, così bella e così forte che improvvisamente diventi ricca. Dentro.

E’ quello il loro scopo. Nascono per donarti la vita.

E non importa se fuori fa caldo, se è stata una giornata pesante, se sei in auto o ad una cena romantica.
Non importa se sono detti durante un bacio focoso, durante una partita sportiva, o nel mezzo di una pausa pranzo.

Essi sono così. Così grandi che il dopo non conta. Che il prima non conta.
Esistono solo in quell’attimo, così fuggente e così semplicemente per sempre.
Si, perchè quei TI AMO sono PER SEMPRE.

Sono quelli da farci l’amore, quelli dove devi spogliarti, via i vestiti, ma non quelli che indossi, devi togliere i vestiti dell’anima.
Spogliati. E non ricoprirti mai più, perchè non avrai freddo. I TI AMO ti scalderanno. Eccome se ti scalderanno.