Venerdì e i sogni

Venerdì 17.

Un segno?

O un sogno?

Basta una singola lettera in una parola per cambiarne il significato.

Non sono superstiziosa, non è la parola ‘segno’ il problema. Non è venerdì 17, ma forse di segno si tratta ugualmente.

E’ sempre un segno quando un sogno si infrange, vero?

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Grida

Urla, grida, corri, nuota, scalcia, respira, ma non fermarti.

Se ti fermi, muori.

Se ti fermi, affoghi.

Se ti fermi, ti schiacciano.

Non puoi arrestarti, non puoi fermarti, devi stare a galla.

Quindi continua a nuotare, continua a correre, continua a gridare, chissà che magari nel caos della vita prima o poi qualcuno ti veda.

Chissà che prima o poi qualcuno ti senta.

Chissà che prima o poi qualcuno abbia il coraggio di prenderti al volo e di stringerti così forte da farti sentire parte di un qualcosa. Di una qualsiasi cosa, ma almeno, finalmente, sarai qualcuno.

 

Arriva, prima o poi

E poi ci arrivi.
Si, arrivi al punto in cui non sopporti più niente.
Neanche te stessa.E ti disperi.
E ti abbatti.
E quasi ti arrendi alla vita.

L’unica cosa che riesci a fare è piangere. A dirotto.
Piangi forse inutilmente.
Piangi per morire del tutto.
Piangi per liberarti di ogni peso.
Piangi per sputare i pensieri.
Chissà, magari poi rinascerai diversa, più forte.

Li per li però sei solo una misera reincarnazione del vuoto.
Stai così male che ti tremano le mani.
Stai così male che ti gira la testa.
Stai così male che ti viene da vomitare.
Stai così male che sei quasi stordita.

Arriva prima o poi. Il dolore.
Arriva la disperazione. Il mal di pancia. Il non sentirsi adatti.
Il sentirsi sbagliati.
Arriva a tutti prima o poi il sentirsi in colpa per tutto e tutti.
E non puoi fare niente. Solo morire.

Tu

Vorrei che tu sapessi cosa immagino.
Vorrei non fosse così dura.
Vorrei non avere sempre l’ansia da felicità.
Vorrei correre da te.
Vorrei scappare con te.
Vorrei che tu sapessi cosa penso.
Vorrei perdermi nei tuoi occhi.
Vorrei che tu mi calmassi.
Vorrei ridere con te a crepapelle e un attimo dopo piangere sulla tua spalla.
Vorrei che tu sapessi cosa sogno. Ogni notte.
Vorrei abbracciarti e basta.
Vorrei che tu mi cullassi dolcemente.
Vorrei semplicemente che tu fossi qui. Ora.

? Oggi va così

Capita per caso. Si. Non lo so. O forse no.

Ci sono quelle cose che quando accadono sono casuali e allo stesso tempo non casuali.
Non riesco a spiegarmi il perchè. Ogni volta passo le ore a scervellarmi. Veramente.

Non riesco nemmeno a capire come mai questo stupido destino, il più delle volte, sia così tanto difficile da accettare. Io stessa sono non mi accetto il più delle volte. Come posso accettare i fatti che mi accadono?

Si, lo so. Ho detto troppe volte la parola ‘accettare’. Scusatemi. Ma alla fin fine è proprio così.

Io accetto te come come mio sposo.
Io accetto le condizioni contrattuali.
Io accetto di stare in questo ufficio a lavorare.
Io accetto di rispettare le leggi.
Io accetto di seguire i miei obblighi e doveri.
Io accetto tante cose.

Ma cosa voglio realmente?
Non sono per niente convinta che le mie decisioni siano effettivamente MIE SCELTE.

Ho come la sensazione di essere condizionata da tutto e tutti. Involontariamente faccio troppo spesso quello che è più giusto per gli altri, convincendomi però che in realtà sia la cosa più giusta anche per me. Ma sbaglio.

Pensieri a casaccio oggi. Pensieri e dolori.

Arrendersi?

Io non mi arrenderò. In nulla mai nella vita.
Io non smetterò di sognare.
Non cambierò per il bene di me stessa, ma per quello degli altri.
Lotterò per quello che ritengo giusto e non ignorerò quello che per me è sbagliato.
Accetterò sempre qualsiasi sfida o scontro con serenità.
Il rapporto e la complicità tra due esseri si costruisce sulle diversità non sulle uguaglianze.
Io non mi abbatterò.
Soffrirò come non mai probabilmente, ma sarò sempre fiera della mia scelta.
Mi rialzerò da sola o con l’aiuto delle persone care, ma nessuno mai potrà uccidermi dentro.
Tutti potranno solo dimostrarmi che il mondo, sotto qualsiasi punto di vista, sarà sempre e comunque magnifico.
Io avrò sempre il diritto e la possibilità di scegliere e anche se non farò altro che lamentarmi ed essere polemica, amerò la vita e quello che ho vissuto fino ad oggi.
La complicità sarà la mia arma.
La speranza sarà la mia vita.