Schiacciata

Schiacciata. Ecco come mi sento. Schiacciata da questa vita.

E più passano i giorni senza te, più mi rendo conto di non poter contrastare questo senso di schiacciamento da sola.
Nulla è abbastanza forte da sconfiggere la vita stessa.
Lei è ingiusta, è complicata, è furba e ti porta pian pianino ad autodistruggerti.
Come l’amore.
Si, perché entrambi ti spingono ad inciampare e cadere. E tu cadi e inevitabilmente ti ferisci.

Ma, quanto può durare? Quante volte posso cadere, ferirmi e avere poi la forza di rialzarmi da sola?

Prima lottavo contro quel processo di autodistruzione che la vita mi imponeva, ma avevo te al mio fianco. Ora invece mi lascio schiacciare dalla sua inevitabile voglia di uccidermi.
E ogni giorno che passa le mie ferite sono sempre più profonde perché ora non è solo la vita a ferirmi, ma anche l’amore.

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Profumo, di te

Mi accoccolavo a te in quelle sere di vita e profondamente respiravo il tuo odore.
Aveva uno strano profumo che sapeva di Amore.

 

Amore e paura

Ci sono paure che in amore non sono ammesse.
La paura di perderti, ad esempio.
E sai perché non deve esistere questa reale fobia? Perché lei pian piano crescerà così tanto da far si che prima o poi si avveri. Manifestandosi con conseguenze catastrofiche.

E io ti ho amato così tanto e perdutamente da non rendermi conto che più ti amavo, più cresceva in me la paura di non poterti più abbracciare.

Amore e Paura.
Due armi letali.
Due sentimenti così pericolosi che mi terrorizza persino parlarne.

Ma hanno vinto loro, perché è di loro che sto parlando, non di te, non di noi, non di quello che eravamo e che non saremo.

 

 

Impossibile, tu

Tu sei quell’assurdità

che mi dava il coraggio e la speranza

di riuscire a raggiungere e superare

l’impossibile.

 

Donne al Quadrato

Ci sono le Donne. E poi ci sono le Donne Donne. E quelle non devi provare a capirle, sarebbe una battaglia persa in partenza. Le devi prendere e basta. Devi prenderle e baciarle, e non dare loro il tempo di pensare. Devi spazzare via, con un abbraccio che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto, a bassa, bassissima voce. Perché si vergognano delle proprie debolezze e, dopo avertele raccontate, si tormenteranno – in un’agonia lenta e silenziosa – al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo, vedranno le tue spalle voltarsi ed tuoi passi allontanarsi. Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte. Amale indifese e senza trucco, perché non sai quanto gli occhi di una donna possano trovare scudo dietro un velo di mascara. Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia. Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a sé stesse. Ma, appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.

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