Torni, lo fai sempre

Arriva sempre prima o poi il giorno in cui mi alzo, prendo il caffè e la caffeina non la digerisco più.

Mi lascia quella maledetta tachicardia, quell’insopportabile tremarella, quel fastidiosissimo senso d’ansia e di panico. Quell’incredibile eccitazione P E R E N N E.
Non passa più. Resta li. Parte dai piedi. Sale su. Resta li. Arriva al cuore. Resta li. Arriva al cervello. Resta li.

Non capisco più nulla, mi si annebbia la vista, compongo frasi senza senso, sembro stupida.
Assomiglio veramente ad una stupida quando quel giorno arriva, quando bevo quel caffè, quando dico: OGGI.

Non mi piace dire: TRA 21 GIORNI, TRA UN MESE, TRA UNA SETTIMANA.
Non mi piace dire nemmeno: DOMANI.

Ma l’effetto della caffeina si. Quello di sicuro mi piace.
Mi piace dire caffeina. Mi piace berla. Quel giorno.
Mi piace il cuore che batte forte forte, così forte che sembra ti stia esplodendo il petto. Batte al punto da toglierti il fiato, da lasciarti senza parole.
Batte così tanto che sembra quasi sia attratto da un qualcosa. A mo di calamita. Si ecco, è una calamita. Quando arriva quel giorno lui è attrato da te.

Si sei tu la calamita del mio cuore. Sei tu la mia caffeina. La mia ansia. La mia eccitazione. La mia felicità.
Sei tu che mi fai perdere la testa, che mi lasci senza parole, che mi togli il fiato.
Tu la caffeina di quel giorno in cui abbatti la distanza, tu la caffeina di un per sempre.

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